La regina degli scacchi: la spiegazione del finale (e il commento di Anya Taylor-Joy)

Autore: Chiara Poli ,
Netflix
4' 2''
Copertina di La regina degli scacchi: la spiegazione del finale (e il commento di Anya Taylor-Joy)

#La regina degli scacchi ha trascinato molti dei suoi spettatori in una sorte di vortice: iniziando a guardare il primo episodio, è davvero difficile fermarsi.

Io, per esempio, come altri che conosco, ho visto tutta la miniserie di Netflix in una notte. Perché il personaggio di Beth Harmon (una straordinaria Anya Taylor-Joy) è ipnotico - anche grazie alla sua interprete.

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Ma soprattutto perché vogliamo tutti conoscere la risposta alla stessa domanda: riuscirà Beth a riscattare la sua infanzia dolorosa grazie agli scacchi?

Ed è l'ultimo episodio - anzi: l'ultimissima scena - a fornirci quella risposta. Tanto semplice quanto, apparentemente, difficile da interpretare. Perché su quell'ultima scena si sono scatenati commenti di ogni genere, prontamente commentati anche da Anya Taylor-Joy. Eppure, secondo me, manca ancora qualcosa. Manca la vera, unica risposta.

(Attenzione: seguono SPOILER sul finale di serie da qui in poi).

La regina degli scacchi La regina degli scacchi In un orfanotrofio del Kentucky negli anni '50 una ragazza scopre di avere un talento incredibile per gli scacchi. Nel frattempo lotta con un problema di dipendenza. Apri scheda

La scena finale della miniserie

Tutti tendiamo a ricordare la grande, impagabile vittoria di Beth, incoronata campionessa del mondo dopo aver sconfitto il suo storico - e temibile - avversario: Vasily Borgov (Marcin Dorocinski). L'attuale campione in carica l'aveva sconfitta per la prima volta in un torneo in Messico, e Beth si era ritrovata incapace di reagire - con suo grandissimo disappunto.

Da allora, il nome di Borgov per lei rappresentava un incubo, ma al tempo stesso la sua destinazione finale: la Russia.

E ci arriva, Beth, in Russia. Senza Benny (Thomas Brodie-Sangster), senza nessuno. Con l'aiuto economico di Jolene (Moses Ingram), che le paga il viaggio, e l'onnipresente agente dei servizi segreti.

In Russia, poco prima della finale contro Borgov, ritrova Townes (Jacob Fortune-Lloyd), che la mette in contatto con gli amici - Benny, Harry, i gemelli... - in America che stanno lavorando alla partita.

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Ma non è con la vittoria di Beth che si chiude la serie: si chiude con il suo viaggio verso casa, diretta insieme alla sua guardia del corpo - perché questo è - verso la celebrazione dell'America in una conferenza stampa e in aeroporto, per tornare in patria.

Ma Beth non sembra entusiasta del piano: chiede di scendere, per camminare un po' fra le vie di Mosca... e finisce in mezzo agli anziani che giocano a scacchi tutti i giorni, che la riconoscono e la celebrano. Uno di loro la invita e giocare e lei si siede, sistema i pezzi e dice: 

Giochiamo.

Finisce così, La regina degli scacchi, e molti si sono chiesti perché.

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Le interpretazioni del finale e la risposta di Anya Taylor-Joy

Su quella scelta di Beth di lasciare l'auto e camminare per Mosca si sono scatenate le più diverse - e bizzarre, fatemelo dire - interpretazioni. A cominciare dall'idea che Beth sia pronta a tradire l'America per restare in Russia.

Non so come sia potuto venire in mente a molti, né come qualcuno si sia chiesto se si trattasse di un momento in cui Beth rifletteva se tornare a casa oppure no. E infatti, alla domanda sull'eventualità che Beth stesse valutando di restare in Russia, la sua interprete ha riso. E poi ha risposto così:

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Penso che sia solo la prima volta che è in grado di dire: 'Sai cosa? Mi merito di godermi questo. Lasciami sola per un secondo. Ho lavorato tutta la mia vita per questo momento', senza fare spoiler. 'Ho bisogno di un secondo. Lasciami vivere', nella lingua del 2020. Quindi sì. Penso che sia il suo giro della vittoria.

Un semplice giro della vittoria... ma manca ancora qualcosa. Qualcosa che emerge con semplicità dalle stesse parole di Anya Taylor-Joy:

Quel momento, per me... Non riesco a spiegarvi quanto fossi connessa con il personaggio. Alla fine di tutte le riprese, volevo solo scoppiare a piangere. Ero così felice per lei...

Netflix
La regina degli scacchi: il finale
La regina degli scacchi: l'immagine finale

La spiegazione del finale

Manca qualcosa, sì, perché Beth non si siede per giocare con un anziano russo sconosciuto per sfuggire all'agente della CIA o al ritorno a casa.

Beth ha sempre e solo voluto una cosa, dal giorno in cui ha visto per la prima volta una scacchiera grazie al signor Scheibel (Bill Camp).

Beth Harmon ha sempre e solo voluto giocare a scacchi. Perché lei, strategie, tendenze autodistruttive, dolori e solitudine a parte - ne abbiamo parlato qui, nel confronto con il romanzo da cui è tratta la serie - ama gli scacchi.

La sua non è un'ossessione, né un mezzo per evadere dalla propria vita: la sua è una grande, incommensurabile passione.

Beth Harmon passeggia per Mosca perché è talmente emozionata da non riuscire a restare in quell'auto, seguendo un programma già stabilito da altri.

Ha bisogno di godersi quell'attimo, inseguito per tutta la vita.

E quando si ritrova in mezzo ai giocatori di scacchi moscoviti, accetta l'invito a fare una partita per un solo, semplicissimo motivo: perché ama giocare a scacchi.

E sì, certo: dopo, tornerà a casa, e continuerà a vivere la propria vita, da campionessa del mondo di scacchi.

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